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Alla scoperta del Taurasi DOCG

Alla scoperta del Taurasi DOCG

Il Taurasi DOCG è uno dei vini più amati d’Italia e lo raccontiamo in questo articolo per farlo conoscere meglio e scoprire gli abbinamenti gastronomici da fare con questo grande vino.

Non si sa precisamente quando è nato il vitigno Aglianico.

Forse fu introdotto in Campania dai Greci durante l’insediamento a Cuma e successivamente si sviluppò in Puglia e Basilicata.

Chiamato inizialmente dalla popolazione Hellenico per la sua origine, il suo nome nel tempo si modificò in Aglianico.

Le varietà di questa uva si coltivano principalmente in tre zone: a Taurasi, in provincia di Avellino, nel Taburno, in provincia di Benevento e nel Vulture in provincia di Potenza.

Vitigno di grande longevità, i suoi impianti si trovano fra i 300 e 500 metri di altezza, e le forme di coltura più utilizzate sono quelle ad alberello e a controspalliera.

La tipologia di vino prodotta più conosciuta con queste uve è il TAURASI DOCG.

Prodotto in numerosi comuni in provincia di Avellino, dove ne viene curata particolarmente la bassa resa e l’alta densità d’impianto dei vigneti, viene maturato attentamente in legno per lungo tempo prima dell’affinamento in bottiglia e la messa in vendita.

Di colore rosso rubino intenso in gioventù, assume un bel colore granato con l’invecchiamento.

Ha dei profumi intensi e ampi, che vanno da note di confettura rossa e rosa appassita, alle spezie come chiodi di garofano, pepe nero e cannella, per finire con tabacco dolce e caffé.

Vino asciutto, di grande struttura e personalità, dotato di una gradevole morbidezza, ha una tannicità piuttosto spiccata.

Va abbinato con piatti piuttosto impegnativi quali primi con sughi di selvaggina, secondi di cinghiale in umido e arrosti misti di maiale; ottimo con formaggi stagionati quali un pecorino di Fossa o del Parmigiano.

Da servire in calici di vetro liscio o cristallo molto ampi, ha un titolo alcolometrico minimo del 12% e va gustato ad una temperatura compresa tra i 18 – 20 °C.

E’ un vino che conservato in luoghi idonei dà il meglio di sé a circa 8 – 10 anni di età, e la versione Riserva può andare anche oltre.

Attenzione: spesso è consigliato, se particolarmente invecchiato, di decantarlo lentamente in apposta caraffa per eliminare eventuali depositi e fargli esprimere al meglio le sue meravigliose caratteristiche gusto-olfattive.

Un grande vino italiano!

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