Sono più brave le donne o gli uomini Sommelier? Un fenomeno di costume ormai consolidato che viene brevemente spiegato in questo articolo.
Alcuni se ne occupano per lavoro, altri per passione, altri ancora lo amano da generazioni, ma una cosa è certa: il vino è diventato un fenomeno di costume.
Si moltiplicano le trasmissioni televisive, le riviste specializzate, gli articoli sui quotidiani di cui se ne parla e i corsi e seminari in cui si insegna sempre di più la cultura enologica.
Ma quello che più colpisce è il crescente numero di donne che si occupano del mondo del vino, siano esse produttrici, responsabili di azienda, ristoratrici o sommelier, ruoli da sempre caratterizzati dalla presenza maschile.
Infatti la divulgazione della cultura del vino ha fatto crescere anche gli iscritti a livello nazionale delle varie Associazioni che ruotano attorno all’enologia quali A.I.S., F.I.S.A.R., O.N.A.V, SLOW FOOD, ASSOSOMMELIER, F.I.S. e la nostra A TAVOLA CON BACCO solamente per citarne alcune, che in Italia ormai superano le 20.000 unità.
E’ chiaro che chi si diploma conta anche di trovare un posto di lavoro o comunque di migliorare la propria posizione professionale.
E’ il caso del cameriere di sala, del proprietario dell’enoteca o di chi lavora nei wine-bar.
Inoltre spesso sono proprio i ristoranti che richiedono ai responsabili delle Associazioni di avere dei Sommelier per particolari serate a tema, banchetti o cene di lavoro, allo scopo di fornire al cliente un tocco di raffinatezza e professionalità.
Le donne Sommelier o comunque Esperte sul Vino sono molto richieste in questo campo e sono avvantaggiate rispetto agli uomini.
Questo perché particolarmente adatte a riconoscere le caratteristiche e i difetti del vino, come risulta da un sondaggio, nel quale si evidenzia che il bagaglio di odori, profumi e sapori acquisito nel corso dei millenni nella preparazione delle pietanze, da sempre compito femminile, permette alle donne di essere bravissime nella fase di esame e degustazione del vino.
Per tutelare e promuovere il ruolo della donna nel mondo del vino nel 1988 nasce l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino (www.ledonnedelvino.com) che ha la sua sede a Milano ed è presieduta da Donatella Cinelli Colombini.
E’ formata da socie di tutte le regioni d’Italia che lavorano in prima persona nel campo enogastronomico quali imprenditrici, sommelier, enologhe, ristoratrici, giornaliste e, comunque, donne con mansioni di responsabilità da almeno tre anni nella sfera enologica.
Tra gli scopi principali dell’Associazione c’è la formazione e la valorizzazione del ruolo della donna imprenditrice nel settore vitivinicolo ed enoturistico.
Gli obiettivi sono strettamente legati all’aspetto professionale: la realtà varia e complessa del vino esige che gli addetti ai lavori considerino impegno sociale la diffusione della conoscenza del prodotto e del suo interagire con il mondo esterno, non solo dal punto di vista agricolo e commerciale.
Concludiamo con una riflessione.
Le donne sono delle consumatrici di vino, ma lo fanno con competenza, scegliendo prodotti di qualità, ne conoscono le caratteristiche e sanno abbinarli correttamente ai cibi.
E forse questa ventata di freschezza e fantasia, non può che far bene in un mondo dove ruotano forti interessi economici.
Ma soprattutto serve a guadagnare, ove ce ne sia bisogno, un’immagine italiana di competenza e di bellezza, da esportare fuori confine, che rappresenti il made in Italy nel mondo.


