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Il Barolo: Re dei vini, vino da Re

Il Barolo Re dei vini vino da Re

Il Barolo è un vino cui ci si avvicina con rispetto, il cui nome a volte incute timore, nella certezza di stare per assaggiare un grande vino. Leggendo questo articolo lo andremo a conoscere meglio.

Camillo Benso Conte di Cavour era, oltre che la grande figura storica che tutti ricordiamo, proprietario del Castello e delle Tenute di Grinzane (CN).

Giulia Colbert Faletti, ultima marchesa di Barolo, volle creare un vino secco fatto “alla moda dei vini di Bordeaux” e il giovane Cavour chiamò il grande enologo francese Oudart che trasformò il meraviglioso prodotto enologico italiano da semidolce poco invecchiato a quello che tutti noi conosciamo oggi.

In onore della marchesa, gli venne dato il nome della sua residenza e delle sue tenute: Barolo.

Il solo nome incute rispetto!

Vino importante dalle molteplici sfumature olfattive e gustative, trovò ampio spazio sulle tavole dei Savoia e alle corti di tutta Europa, tanto che gli venne dato l’appellativo di “Re dei vini, vino da Re”.

Prodotto in 11 comuni della provincia di Cuneo, è D.O.C.G. dal 1980, ed è sottoposto a controlli qualitativi rigidissimi dal vigneto fino alla bottiglia.

Può essere commercializzato solo dopo 38 mesi di affinamento e dopo 62 nel caso delle riserve, prodotte in genere nelle migliori annate.

Prodotto con uva Nebbiolo in purezza, ha un colore rosso granato intenso che acquista riflessi arancio con l‘invecchiamento.

Profumi di rosa e viola appassita, confettura di frutti di bosco, noce moscata, liquirizia, sono solo alcuni di quelli che inebriano i sensi di chi ha la fortuna di gustarne una bottiglia.

La grande morbidezza e l’austerità del vino, insieme alla freschezza ancora presente dopo anni di invecchiamento, portano il consumatore a far immaginare di essere in mezzo ai boschi e alle vigne piemontesi durante il crepuscolo autunnale.

Per essere gustato al meglio, il Barolo va consumato tra i 10 ed i 20 anni d’invecchiamento, ma se ne volete assaporare una bottiglia giovane, accompagnatelo con della carne arrosto o alla brace e con formaggi poco stagionati.

Da maturo, esalta lo stracotto, il brasato, gli ossibuchi, ed i formaggi stagionati come la toma piemontese.

Un grande Barolo trova la sua massima espressione abbinato a piatti a base di cacciagione o con tartufo bianco d’Alba.

Se ne possedete una bottiglia di 20 o più anni di età, non disdegnate di gustarlo come vino da meditazione, dopo averlo opportunamente decantato e ossigenato.

La temperatura di servizio è di circa 20 – 22 °C e va servito in bicchieri molto ampi e panciuti per consentire al vino di sprigionare al meglio i suoi profumi.

Le bottiglie vanno conservate in luoghi bui ed a temperatura costante e fresca.

Un vino da bere almeno una volta nella vita!  

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