Ci troviamo con degli amici o parenti al ristorante e dobbiamo scegliere tra le gustose pietanze presenti nel menù.
Ci consultiamo con gli altri, chiediamo al cameriere la composizione e il tipo di cottura, tutto va bene… tranne al momento di dover ordinare i vini.
Districarsi nei meandri della carta dei vini a volte è molto difficile e spesso, alla fine di una tortuosa quanto sofferta scelta, diciamo al cameriere “ci pensi lei” oppure “a me va bene il vino della casa”:
Sapete benissimo che non è vero, ma per evitare agli altri, che non si sono presi la responsabilità di sceglierlo e per limitare una lunga quanto imbarazzante attesa, preferite il male minore.
Ci sono delle semplici e basilari regole da tenere in considerazione nella scelta di un vino che ben si addica alla pietanza da gustare. Vediamone alcune.
REGOLA N.1 Se fa caldo, non lo ordinate molto alcolico, altrimenti chissà che sudate;
REGOLA N.2 Bianco sul pesce e rosso sulla carne? Potrebbe andare bene per la maggior parte delle volte, ma tenete conto anche del colore del cibo preparato, vi aiuterà molto.
Ad esempio, su un Caciucco alla Livornese va benissimo un Chianti giovane o un Colli del Trasimeno Rosso, mentre con un Petto di pollo alla Mugnaia, un Colli Amerini Bianco o un Trebbiano Toscano è l’ideale.
REGOLA N.3 Siete a Genova e ordinate le tipiche Trenette al Pesto? L’abbinamento per eccellenza è con un Pigato della Riviera Ligure di Ponente, vino della Liguria che ben si adatta alla lunga persistenza gusto olfattiva ed ai profumi di una pietanza tipica ligure.
Quindi altra regola, senza tanto perdere tempo nella scelta del vino, è quella di seguire la regione di appartenenza del cibo da gustare.
Se insieme alla Porchetta alla Perugina sono tanti anni che si beve un vino rosso umbro, quale il Torgiano Rosso o un Assisi Rosso, un motivo ci sarà o no?
Tenete conto che molto spesso, con primi a base di carne e secondi quali arrosti, spezzatini e carni alla brace, tipo costolette di maiale, se abbinate un vino a base Sangiovese o Montepulciano, non dico che ci azzeccate sempre, ma vi avvicinate di molto.

REGOLA N.4 Con il pesce un Greco di Tufo o un Soave possono avere la molteplice funzione di accompagnarvi con l’antipasto come aperitivo, valorizzando primi delicati in bianco e elevare il gusto di secondi a base pesce, anche al cartoccio.
Con la cacciagione, in umido o arrosto, vanno benissimo i tipici vini “forti” nella struttura e nel gusto, come il Valpolicella Superiore o un Primitivo di Manduria, senza disdegnare però i restanti grandi rossi italiani.
REGOLA N.5 Attenzione agli Spumanti! Quello Secco, da bere sempre in un bicchiere allungato chiamato flüte, va bene su antipasti, anche a base di salumi, con vol-au-vent, formaggi stagionati, verdure fritte in pastella.
Discorso diverso con lo Spumante Dolce, da degustare nella classica coppa larga, che va unito esclusivamente con i dolci, come ad esempio con il classico Panettone o Pandoro, con torte con panna e crema, mousse, panne cotte.
REGOLA N.6 I Passiti sono eccellenti con biscotti e torte alle mandorle, mentre sul Vin Santo non ci si può sbagliare se lo gustiamo insieme ai tozzetti, meglio se fatti in casa, con la ricetta tradizionale umbra o toscana. Da provare anche il Vino Santo trentino a mio parere da assaggiare a prescindere dall’abbinamento che vorrete fare!
Con i dolci al cioccolato è più difficile. Si può provare con il Montefalco Sagrantino Passito, ma solo se è un ciambellone o un plume cake, a mio parere.
Proviamo ad abbinare a una Sacher Torte per esempio, uno splendido Porto (Portogallo) o uno Sherry (Spagna), altrimenti un Antico Liquorino Amarascato (Sicilia) o un Primitivo di Manduria Dolce Naturale (Puglia) vi soddisferanno il palato.
Questi sono dei semplici suggerimenti, ma sugli abbinamenti si potrebbe parlare a lungo senza mai arrivare alla fine del discorso, in quanto molto ampio.
Ricordatevi comunque, che se a voi piace il rosso con il pesce ed il bianco con la bistecca alla fiorentina, va comunque bene: a tavola vince sempre il gusto personale.


