Bella domanda!
La risposta è sicuramente dalla qualità del vino ed è il produttore ad applicarlo non il venditore.
Quello che intendo dire è che il vino ha un prezzo all’origine e che poi subisce degli aumenti in relazione ai passaggi commerciali che subisce prima di arrivare al cliente finale.
Basti osservare i diversi prezzi di vendita in relazione allo shop presso il quale facciamo l’acquisto: enoteca on line, enoteca fisica, ristorante, supermercato, vineria, ecc..
Vorrei comunque interpretare la domanda in un altro modo e dare una risposta differente.
Un vino si considera pregiato in relazione alla vigna di provenienza, al tipo di uva (vitigno, appassimento tardivo, muffa nobile, vigneto di area limitata, e cosi via), all’andamento stagionale e alla resa e qualità annuale della vendemmia.
A seguire incidono sul prezzo la lavorazione in cantina, l’invecchiamento in legno, le quantità di bottiglie prodotte e tanti altri fattori produttivi.
Non ultimo incide sul prezzo ad esempio il nome dell’azienda, se sconosciuta o famosa e quanti e quali premi ha vinto.
Aggiungerei l’onestà del prezzo di vendita, il non voler per forza guadagnare tantissimo, o anche troppo poco che a mio parere svaluta il vino.
Non sempre un vino deve costare molto per essere buono, ma neanche troppo poco.


