Ti piace molto il Vin Santo e vorresti prepararlo a casa tua? Oggi ti spieghiamo tutti procedimenti per farlo.
La creazione del vin santo, di antica tradizione, prende il nome dal fatto che la pigiatura dell’uva avviene, di norma, durante la settimana santa.
Il procedimento di vinificazione si tramanda di padre in figlio, ed è stato sempre fatto in modo artigianale, anche se in Umbria la produzione rientra nelle D.O.C. dei Colli del Trasimeno, dei Colli Perugini e Torgiano e Amelia.
Se volete provare a farlo, dovete sapere che la resa del mosto, rispetto alla quantità d’uva di partenza, è di circa il 30 – 35 %. E’ preferibile utilizzare in massima parte uva trebbiano e, in misura minore, malvasia, pinot bianco, pinot grigio, chardonnay e grechetto.
Procedete come segue.
Fate sovrammaturare sulla vite dei grappoli che avete accuratamente selezionato, esenti da difetti e muffe. Coglieteli preferibilmente quando, staccando l’acino dal raspo, rimane attaccato alla pianta una specie di “pennello” e poi sistemate l’uva delicatamente dentro delle cassette di legno.
Adesso trasportatela in un locale ben areato e stendetela su dei graticci di canne piccole, non eccessivamente fitte tra di loro.
I grappoli andranno messi in un solo strato, lasciando dello spazio tra l’uno e l’altro, in modo che l’aria circoli liberamente e se avete la possibilità, potete appenderli al soffitto, che è il sistema migliore.
L’ambiente, inoltre, deve essere ad una temperatura tra i 10 e i 16 °C e avere alle finestre delle zanzariere, per tenere lontani gli insetti che andrebbero a rovinare l’uva. Evitate in ogni caso l’infiltrazione di umidità che potrebbe creare delle muffe e del marciume nei grappoli.
A tal proposito, controllate periodicamente i chicchi, gettando via quelli rovinati.
L’appassimento dura dai 20 giorni ai 3-4 mesi, a seconda della qualità del vitigno e del vino che si vuole creare.

Trascorso il tempo necessario all’appassimento, ricontrollare l’uva scrupolosamente e mondarla degli acini rovinati, ammuffiti, immaturi e vuotati dagli insetti.
Ora passate i grappoli in una piccola pigiadiraspatrice, raccogliendo in un tino le bucce ed il mosto.
Dopo circa 24 ore, versate il succo d’uva dentro una piccola botte di rovere, aggiungendo il liquido risultante dalla spremitura delle vinacce con un torchio.
Sigillate la botte non prima di 7 giorni, in modo da far uscire i gas creatisi durante la fermentazione e riapritela dopo circa 1 anno per effettuare l’imbottigliamento, senza scuoterla, per evitare di mescolare i sedimenti con il vino, che andrebbero inevitabilmente nelle bottiglie.
Fatele riposare in un luogo fresco e al buio per 1 mese circa e poi verificate se sul loro fondo esistono depositi.
Qualora ci siano, senza scuoterle, travasate di nuovo il vino in altre bottiglie pulite.
Chiudetele di nuovo e il vostro vin santo è pronto da bere.
E’ un vino bianco unico, usato per lo più a fine pasto con della pasticceria secca. Eccellente con i famosi tozzetti è ottimo da solo come vino da meditazione.


